L’isola di San Pantaleo ospitò l’antica colonia fenicia di Mozia, una delle più importanti di tutto il Mediterraneo. Descritta da Diodoro Siculo come una città ricchissima, Mozia continua a trasmettere la grandezza e l’opulenza della colonia antica. Racchiusa da un imponente sistema di fortificazioni che ne garantì la sicurezza e ne permise la crescita, la città rimase inespugnabile per molti secoli, fino a quando, nel 397 a.C., non fu sconfitta e il suo abitato raso al suolo. I superstiti si trasferirono sulla costa della Sicilia, nei pressi di Marsala, dove fondarono una nuova città chiamata Lilybaeum.
Il museo dell’isola permette di ammirare i reperti provenienti dal Tophet, dalla necropoli e dagli scavi effettuati sull’isola da Joseph Whitaker, che l’acquistò agli inizi del Novecento. All’interno del museo è esposta anche la statua del Giovane di Mozia, raffinato esempio di Stile Severo scoperto durante gli scavi sull’isola. Questa scultura, risalente al V secolo a.C., rappresenta un giovane atleta, caratterizzato da un sorriso enigmatico e da un’elegante postura.
Visitare Mozia significa immergersi in un contesto storico di grande fascino e respirare l’atmosfera delle antiche civiltà che hanno abitato quest’isola. La statua del Giovane di Mozia è uno dei capolavori più pregiati dell’arte antica, e la sua visita è un’opportunità unica per apprezzare la maestria degli scultori del periodo.









